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Spendere Meglio
Edizione: 3/2019 giugno

Nome: Spendere Meglio
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3/2019 giugno | pagina 18

Una tazzina poco salutare
Insufficienti quattro capsule su dieci, tra cui quelle di Nespresso. Anche nei caffè in chicchi ci sono elementi nocivi, ma in quantità irrilevanti

Il caffè nei pacchetti contiene molte meno sostanze pericolose rispetto alle capsule. Lo dimostra un test su 20 prodotti.

La rivista Gesundheitstipp ha fatto analizzare 20 caffè: dieci in chicchi interi o macinati (tra cui uno solubile liofilizzato) e dieci capsule. Gli esperti hanno cercato le micotossine e l’acrilammide (vedi “I criteri del test).

Trovato molto furano nelle capsule
Risultato: tutti i caffè in chicchi hanno ottenuto giudizi globali molto buoni o buoni. Contengono sostanze problematiche, ma in quantità irrilevanti.

Solo due capsule sono di buona qualità (Mövenpick e Tassimo Jacobs). Tutte contenevano furano: come l’acrilamide, si forma durante la tostatura del caffè. Per l’Organizzazione mondiale della sanità, può causare il cancro. Non esiste un valore limite sicuro.

Nelle capsule ci sono da 110 a 490 microgrammi di furano al litro (μg/l). La quantità minore è stata rilevata nel caffè Mövenpick, la maggiore nell’Arpeggio di Nespresso e Bellarom Espresso Intenso di Lidl. Per quanto riguarda i caffè in chicchi, ne sono state trovate tracce in Denner Caffè Crema e Starbucks Sumatra Dark Roast.

Il prodotto solubile Nescafé Gold De Luxe contiene molta più acrilamide degli altri. Ma dato che se ne usa poco quando si prepara la bevanda, non ha ottenuto una nota insufficiente.

In tutti i caffè c’era mepiquat, un composto dell’azoto che può formarsi dalle componenti naturali dei chicchi durante la tostatura. I coltivatori di caffè lo usano anche come pesticida. La quantità di pesticidi mepiquat sul chicco non tostato non può superare 0,1 milligrammi al chilo (mg/kg). Ben 17 campioni sui 20 analizzati presentavano valori superiori. Il più contaminato è il caffè Starbucks (1,2 mg/kg). La quantità della sostanza nel caffè preparato però si riduce nettamente, perciò non sono state date insufficienze.

In tutti i campioni ci sono metalli pesanti
Sono state rilevate tracce di metalli pesanti, quali piombo o alluminio, in tutti i campioni analizzati, ma nessuno superava i limiti massimi stabiliti dalla legge. A due prodotti è stata comunque applicata una detrazione di mezza nota perché ne contenevano più di altri: le capsule Prix Garantie Lungo di Coop (30 mg/kg di alluminio) e Caffè Ferrari Espresso Tipo Napoli (piombo).

Anche al caffè Bio Espresso Bonga Red Mountain è stata tolta mezza nota, perché aveva troppa ocratossina A, una micotossina che si forma, per esempio, in caso di conservazione errata. Il laboratorio l’ha trovata in quasi la metà dei campioni, ma sempre in quantità inferiori al limite massimo stabilito dalla legge.

La maggior parte dei rivenditori e dei produttori sostiene che i caffè rispettano i requisiti di legge. Per Nespresso, il furano si forma in molti alimenti riscaldati. Migros scrive di aver «analizzato e ottimizzato» la formazione di furano. Secondo Original Food (Bonga Red Mountain), questa sostanza si volatilizza velocemente nella tazzina.

Nestlé sta riducendo il tenore di acrilamide. Aldi e Lidl dicono che il mepiquat non è usato come pesticida. Per Aldi, quello che si forma durante la tostatura non è preoccupante.


I criteri del test

I 20 campioni di caffè sono stati analizzati alla ricerca delle seguenti sostanze:

- Furano
Si forma riscaldando alimenti a base di caffè e cereali. Non ci sono valori massimi stabiliti per legge, ma meno ce n’è e meglio è. Insufficienti i campioni con un tenore di furano superiore a 250 microgrammi al chilo.

- Acrilammide
Secondo l’Ufficio federale per la sicurezza delle derrate alimentari, questa sostanza è «probabilmente cancerogena».

- Mepiquat
L’ente tedesco per la sicurezza degli alimentari per i mammiferi lo definisce «moderatamente tossico».

- Metalli pesanti
Il laboratorio ha cercato alluminio, piombo, cadmio, rame e mercurio, metalli presenti naturalmente nel terreno.
Anche concimanti e pesticidi possono contaminare gli alimenti con metalli pesanti che, secondo gli studi, possono causare malattie come l’Alzheimer o il cancro.

- Ocratossina A
La micotossina si forma da errori nel raccolto, nell’essiccazione o nella conservazione. Può danneggiare reni e fegato.

- Idrocarburi policiclici aromatici (Ipa)
Si possono formare durante l’essiccazione e la tostatura dei chicchi. In tutti i campioni c’erano quantità minime.

Sabine Rindlisbacher, Gesundheitstipp
Michela Salvi, Spendere Meglio

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