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Spendere Meglio
Edizione: 3/2019 giugno

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3/2019 giugno | pagina 26

Assistenza, parenti in cassa
Soltanto chi ha un reddito alto deve intervenire

Se qualcuno dona i propri soldi e poi percepisce l’assistenza sociale, le autorità possono chiamare alla cassa i parenti. Ma solo quelli più ricchi devono pagare contro la loro volontà.

Lucia ha una nonna di 85 anni che vuole donarle dei soldi. La sua paura è che dovrà restituirli, qualora un giorno la donna dovesse andare a vivere in una casa anziani.

In genere, però, i beneficiari di tali donazioni non devono avere timori. Nel caso di Lucia, se i soldi non dovessero più bastare per pagare la retta della casa per anziani, la nonna potrebbe chiedere le prestazioni complementari. I pensionati Avs ne hanno diritto se le spese riconosciute superano gli introiti computabili.

Gli uffici preposti verificano se il richiedente ha donato importanti somme di denaro. In caso affermativo, l’importo sarà considerato nell’ammontare delle prestazioni complementari come se fosse effettivamente disponibile. Dal secondo anno dopo la donazione, per ogni anno trascorso l’ufficio deduce fr. 10 mila dall’importo originario.

Se per la rinuncia al patrimonio decade il diritto alle prestazioni complementari, ci si dovrà rivolgere all’ufficio del sostegno sociale. Hanno diritto all’assistenza anche le persone che si trovano in una situazione di bisogno causata da loro stesse.

Obblighi di assistenza solo per benestanti
L’ufficio potrebbe recuperare i soldi versati interpellando i parenti abbienti della persona in assistenza. Il Codice civile prevede che i parenti in linea ascendente e discendente, dunque nonni, genitori, figli e nipoti, diano un aiuto finanziario*.

L’obbligo di assistenza vale però solo se i parenti vivono «in condizioni agiate». Secondo il Tribunale federale, significa che bisogna avere uno stile di vita agiato ed essere in grado anche di costruire una buona previdenza per la vecchiaia. Sono considerate condizioni finanziarie straordinariamente buone se il reddito supera nettamente fr. 10 mila al mese.

La Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (Cosas) consiglia pertanto di valutare gli obblighi di assistenza solo se il reddito annuo supera fr. 120 mila per le persone singole o fr. 180 mila per i coniugi, cui si aggiungono fr. 20 mila per ogni figlio minorenne o in formazione.

La sostanza è considerata solo se supera fr. 250 mila per le persone singole e fr. 500 mila per i coniugi. Per ogni figlio si aggiungono altri fr. 40 mila. Nel calcolo è considerata anche l’aspettativa di vita della persona bisognosa.

Beatrice Walder, K-Geld
Michela Salvi, Spendere Meglio

*tiny.cc/Cc-svizzero (art. 328)

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