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Spendere Meglio
Edizione: 4/2020 agosto

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4/2020 agosto | pagina 4

Campi concimati, ambiente k.o.
L’ammoniaca che si forma con il liquame danneggia il suolo, i laghi, gli animali e l’aria

Con le tecniche obsolete per spargere il liquame sui campi, gli agricoltori contaminano inutilmente suolo e aria. La Danimarca dimostra che si può fare meglio.

In Svizzera, gli agricoltori sono responsabili del 93% delle emissioni di ammoniaca: spargono il liquame sui campi e poi le proteine o l’urea delle deiezioni animali si decompongono formandola. Oltre il 40% delle emissioni è dovuto alla concimazione dei campi, un altro 40% alle stalle e il resto ai depositi di liquame. A dirlo è l’Ufficio federale dell’ambiente.

L’ammoniaca non danneggia solo il suolo, i laghi e gli animali. Quando entra in contatto con i gas di scarico come gli ossidi di azoto e i diossidi di zolfo, si possono formare particelle fini. E una quantità eccessiva di queste sostanze inquinanti aumenta il rischio di malattie alle vie respiratorie, cardiache e vascolari.

Confederazione e cantoni non riescono a ridurre la contaminazione da ammoniaca nell’aria. Fino al 2015 premiavano con oltre 100 milioni di franchi gli agricoltori che passavano a tecniche di spargimento di liquame a emissioni ridotte. Ciò nonostante, quasi la metà degli agricoltori svizzeri usa ancora metodi superati, come la distribuzione con piatti.

Lo scorso febbraio il Consiglio federale ha deciso che dal 2022, laddove il terreno non sia troppo ripido, gli agricoltori saranno obbligati a spargere i liquami con tubi flessibili. Inoltre, tutti i depositi dovranno essere coperti.

Per l’esperto in igiene dell’aria Peter Maly di Winterthur, questi provvedimenti non daranno grandi risultati. La Svizzera dovrebbe seguire l’esempio della Danimarca, che in 30 anni ha ridotto le emissioni del 40%. Lì, per esempio, gli agricoltori possono usare solo una quantità limitata di concimanti e i piatti per la distribuzione del liquame sono vietati.

Maly stima che provvedimenti più incisivi in Svizzera potrebbero ridurre le emissioni di ammoniaca del 20%. Per l’Ufficio federale dell’agricoltura, si può raggiungere questo risultato anche con un miglioramento del foraggiamento, con più allevamenti su pascolo e ristrutturando le stalle.

Marcel Liner dell’organizzazione ambientalista Pro Natura chiede invece di affrontare il problema principale, cioè il numero elevato di bovini, polli e maiali allevati. A causa delle numerose popolazioni, si producono quantità eccessive di liquame e stallatico.
L’Unione svizzera dei contadini si oppone all’obbligo dei tubi flessibili, perché non sarebbero adatti a tutte le regioni. Inoltre, si dovrebbero spendere almeno 20 mila franchi a testa.

eb, ms

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