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Edizione: 4/2020 agosto

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4/2020 agosto | pagina 12

Openair rinviato, dammi i soldi
Chi ha un biglietto per un evento annullato o posticipato ha diritto al rimborso

Il coronavirus ha costretto gli organizzatori ad annullare o rinviare gli eventi openair. Alcuni non rimborsano il biglietto, ma per l’esperto è inaccettabile.

Per decisione del Consiglio federale, l’estate 2020 sarà senza concerti all’aperto. Tutti sono stati annullati o rinviati al 2021. Ma quali sono i diritti di chi aveva acquistato i biglietti?

Sul sito dell’openair di Frauenfeld c’è scritto a chiare lettere che in generale non è possibile avere il rimborso, perché il festival è stato posticipato. Il biglietto va sostituito con uno per l’edizione 2021. Il rimborso di fr. 250.- per i tre giorni di festival è previsto solo se si è impossibilitati a partecipare «per motivi oggettivi», come può esserlo un semestre all’estero. In questo caso occorre trasmettere i giustificativi.

Stessa procedura per l’openair di San Gallo. Il pass di fr. 220.- è valido anche per il 2021. Lo storno è possibile solo «in casi eccezionali» e per un «impedimento motivato».

Non si deve giustificare la propria assenza
Il rimborso dei biglietti è una soluzione molto più favorevole al consumatore, ma è anche un suo diritto. Dato che l’organizzatore non può adempiere alla prestazione contrattuale garantita, deve restituire i soldi incassati, indipendentemente dal motivo della disdetta. Lo sostiene Vito Roberto, professore di diritto dell’Università di San Gallo.

Se l’evento è posticipato, si può chiedere il rimborso senza alcun obbligo di dimostrare che si è impossibilitati a partecipare nella nuova data indicata.

La situazione non cambia nemmeno per gli eventi che prevedono per contratto l’esclusione di qualsiasi rimborso. Questa clausola è presente, per esempio, nei caratteri minuscoli delle Condizioni generali degli openair di Frauenfeld, San Gallo e Zurigo.

Secondo Roberto, si tratta di violazioni della Legge sulla concorrenza sleale, che vieta di porre condizioni notevolmente e ingiustificatamente svantaggiose per i consumatori. Inoltre, sarebbero classificabili come inusuali e pertanto non valide.
Gli organizzatori di San Gallo dicono di non insistere su questa clausola, ma di aver ricevuto poche richieste di rimborso. L’openair di Frauenfeld non ha risposto.

C’è chi rimborsa ma trattiene una quota
Non tutti i festival hanno cercato di spingere il pubblico a rinunciare a una richiesta di rimborso. Il Greenfield Festival di Interlaken e il Gurtenfestival di Berna l’hanno offerto in modo esplicito. Entrambi però, come Frauenfeld e San Gallo, hanno trattenuto il 10% del prezzo come contributo per la copertura del lavoro di storno e dei costi per l’evento annullato.

Gli organizzatori del Moon&Stars di Locarno hanno dato due possibilità: convertire i biglietti in buoni validi per l’edizione 2021 o chiedere il rimborso. Su ogni biglietto restituito è stata trattenuta una tariffa fissa di fr. 5.-.

Dal punto di vista giuridico, secondo Vito Roberto non è ammissibile far pagare i costi insorti agli acquirenti. In caso di annullamento o spostamento di un evento, il rischio è a carico dell’organizzatore.

Gery Schwager, K-Tipp
Michela Salvi, Antonella Sicurello, Spendere Meglio

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