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Spendere Meglio
Edizione: 4/2020 agosto

Nome: Spendere Meglio
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4/2020 agosto | pagina 20

Se il thermos è un fallimento
La metà delle bottiglie termiche in acciaio non mantiene le bevande né calde né fredde

La maggior parte delle borracce metalliche è poco isolante e resistente. Da alcune è difficile persino bere.

Alcune bottiglie termiche in acciaio non valgono il loro prezzo. Lo dimostrano i risultati di una ventina di prove cui sono stati sottoposti dodici modelli a doppia parete.

Un solo thermos ha ottenuto un buon giudizio globale: Dowabo. Come il secondo classificato, isola bene. Mezza giornata dopo averli riempiti entrambi con acqua a 95 gradi, la temperatura è scesa a 70. Quella di Camelbak a 40. Dopo 24 ore, l’acqua a sei gradi si è riscaldata meno nelle borracce migliori (11 gradi), di più nelle altre (fino a 15).

Nelle bottiglie Mizu, S’Well, Chilly’s e Ochsner Shoes l’acqua è rimasta calda abbastanza a lungo. Tutte tranne Mizu, però, sono molto instabili da vuote. Su superfici leggermente inclinate, cadono facilmente anche riempite con poco liquido.

Poche resistono agli urti
S’Well e Corkcicle sono resistenti. Altri modelli, invece, si sono deformati dopo cinque cadute (vedi “I criteri del test”).

Per quanto riguarda la maneggevolezza, solo Chilly’s si è meritata quasi il 5. In generale, molti coperchi sono difficili da afferrare perché troppo lisci, altri hanno spigoli vivi o, come quelli di Sigg e Hydro, richiedono molta forza per avvitarli o svitarli. Nove borracce sono difficili da riempire per l’apertura molto piccola.

È un’impresa anche versare il contenuto in una tazza: con Sigg, Hydro e Corkcicle, il liquido spruzza ovunque. Solo con Quokka, Chilly’s e Asobu non si rovescia.

Anche la pulizia non è facile, soprattutto perché le aperture sono piccole e i colli troppo alti e stretti.

E bere? Con cinque modelli, il naso tocca contro l’apertura. Con Quokka, 24 Bottles e Corkcicle l’operazione è risultata davvero complicata.

Già dopo un’ora, l’acqua conservata nei modelli Quokka, Chilly’s e Camelbak aveva un sapore metallico. Dopo un giorno, anche quella di Hydro Flask e Corkcicle.

Tutti i prodotti, una volta lavati dopo aver contenuto caffè, avevano un odore neutro. Sono risultati stagni anche da capovolti.

Per Quokka, i cambiamenti della temperatura sarebbero «nella norma». Camelbak scrive che la sua borraccia è concepita in primo luogo per mantenere le bevande fresche.

Per Hydro Flask, la forza necessaria per aprire e chiudere la borraccia è «un compromesso che garantisce l’assoluta impermeabilità». Ochsner Shoes fa sapere che il suo prodotto è certificato e ha superato i test di qualità. Qualora si dovesse rimetterlo in assortimento, si «presterà attenzione ai punti criticati».


I criteri del test

L’Istituto tedesco di ricerca sui prodotti Ipi di Stoccarda ha provato dodici borracce in acciaio con capienza di 5-6 decilitri. I criteri in dettaglio:

- Capacità isolante
Gli esperti hanno riempito le borracce con acqua a 95°C e misurato la temperatura dopo 6 e 12 ore. Un minuto dopo aver versato l’acqua, hanno verificato quella esterna delle borracce. Le hanno anche riempite con acqua fredda, confrontandone la temperatura 24 ore dopo.

- Robustezza
Le borracce sono state fatte cadere da un’altezza di 80 centimetri per cinque volte su una lastra in legno.

- Aprire e chiudere
Quanta forza è necessaria per aprire e chiudere le borracce? I coperchi si avvitano correttamente?

- Riempire
Le borracce sono facili da riempire dal bollitore e dal rubinetto? Si capisce quando stanno per riempirsi?

- Versare
Gli esperti hanno appoggiato una tazza del diametro di otto centimetri su un foglio di carta di 20 centimetri per 20. Da un’altezza di cinque centimetri, hanno versato il caffè dalle borracce. Più spruzzi finivano sul foglio, peggiore era la valutazione.

- Bere
C’è un beccuccio da cui bere? Il naso tocca la borraccia?

- Pulizia
Larghezza e altezza dei colli delle borracce. Ci sono angoli e rientranze difficilmente raggiungibili?

- Stabilità
Le borracce vuote sono state messe in piedi su un piano inclinato di 10 gradi e poi girate su se stesse. Se cadevano, venivano riempite con 10 millilitri alla volta per scoprire quando diventavano di nuovo stabili.

- Sapore e odore
Due esperti hanno riempito i thermos con acqua del rubinetto. L’hanno provata dopo 9 e 24 ore, confrontandola con quella di una bottiglia in vetro. Hanno poi riempito le borracce con il caffè, lavandole dopo 10 ore con il detersivo e valutando se thermos e coperchio avevano l’odore di caffè.

- Tenuta stagna
Le borracce, riempite con acqua frizzante e bollente, sono state lasciate a testa in giù per dieci minuti, e i coperchi sono stati aperti e chiusi per mille volte. La prova è stata poi ripetuta.

Sabine Rindlisbacher, K-Tipp
Michela Salvi, Spendere Meglio


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