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Spendere Meglio
Edizione: 4/2020 agosto

Nome: Spendere Meglio
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4/2020 agosto | pagina 28

Una parte della rendita Ai va direttamente all’ex moglie
Durante la procedura di divorzio, la pretura del distretto di Lucerna obbliga un uomo che percepisce prestazioni Ai a pagare mensilmente circa 1’800 franchi di alimenti a moglie e figlio. Incarica l’ufficio Ai del canton Zurigo di versare alla donna e non all’uomo i 400 franchi di alimenti per il figlio.

L’ufficio Ai si rifiuta e la donna reclama con successo presso il Tribunale delle assicurazioni sociali del canton Zurigo. Le indicazioni di un giudice civile sul pagamento di una rendita sarebbero vincolanti.

Il Tribunale federale è giunto alla stessa conclusione.

Tribunale federale, sentenza 9C_444/2019 del 14 maggio 2020.



Ritira la cassa pensioni per aiutare i figli: addio alle prestazioni complementari

Un uomo del canton Berna chiede le prestazioni complementari. Ne hanno diritto i pensionati Avs le cui entrate non coprono il fabbisogno vitale minimo. Le autorità controllano se i richiedenti rinunciano volontariamente alla sostanza e, se necessario, aggiungono questo importo alle entrate.

La cassa di compensazione rifiuta all’uomo le prestazioni complementari. Motivo: nel 2012 ha prelevato il capitale di cassa pensioni di fr. 650 mila, usandolo per sostenere, senza alcun obbligo legale, i propri figli. In tal modo avrebbe rinunciato volontariamente alla sostanza.

L’uomo si oppone invano a questa decisione fino al Tribunale federale.

Tribunale federale, sentenza 9C_813/2019 del 20 maggio 2020.



Per il lavoro su chiamata irregolare non spetta la disoccupazione

Una donna bernese lavora su chiamata. Quando non riceve più incarichi, chiede le indennità giornaliere alla Cassa disoccupazione del canton Berna. Ma questa gliele nega, perché l’onere lavorativo è irregolare e non vi sarebbe perciò perdita di lavoro ai sensi della legge.

La donna si oppone con successo di fronte al Tribunale amministrativo di Berna, ma il Tribunale federale accoglie il reclamo della Cassa disoccupazione. In caso di lavoro su chiamata non vi sarebbe garanzia di un determinato livello di occupazione.
L’attività della donna sarebbe stata troppo incostante per poter presupporre un tempo di lavoro definito.

Tribunale federale, sentenza 8C_778/2019 del 11 marzo 2020.


Rubrica: Nuove sentenze

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