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Edizione: 4/2003 luglio

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4/2003 luglio | pagina 8

Se il cellulare causa il cancro al cervello
Le radiazioni elettromagnetiche emesse dai telefonini danneggiano le cellule cerebrali. È quanto emerge da uno studio svedese su un campione di ratti. I fabbricanti contestano i risultati

In Svizzera 5,8 milioni di persone usano il cellulare. Centinaia di migliaia di svizzeri hanno in casa un telefono digitale senza fili. Questi apparecchi, ma anche le antenne trasmittenti, funzionano a microonde a impulsi. Secondo uno studio comportano seri rischi per la salute.

Lo scorso gennaio il neurochirurgo Leif G. Salford dell'Università di Lund in Svezia ha presentato un nuovo studio. Assieme al neuropatologo Arne Brun e al fisico Bertil Perssion ha sottoposto dei ratti a due ore di irradiazione da cellulare. L'esame mostra con chiarezza che i raggi del telefonino danneggiano le cellule cerebrali dei ratti.

L'irradiazione ha inoltre aperto la barriera ematomeningea degli animali che rigetta le sostanze dannose. Così però sono entrate delle proteine nel cervello. Conseguenza possibile: una riduzione della prestazione cerebrale. Siccome il cervello dei ratti somiglia molto a quello umano, i ricercatori non escludono che i risultati siano trasponibili alle persone.


«Indicazioni limitate»

Simili singole ricerche darebbero «indicazioni limitate» risponde Sonja Bietenhard, direttrice del Forum Mobil finanziato dall'industria dei telefonini. «Ricerche a largo raggio dimostrano che sotto i valori limite in vigore non possono essere dimostrati altri rischi per la salute».

Ma il professor Salford e la sua équipe avevano irradiato i cervelli dei ratti con microonde già tre anni fa. Risultato di allora: i cervelli erano ricoperti di macchie scure formate dalle proteine entranti. I ricercatori hanno trovato simili danni presso la metà di tutte le cavie, e questo già alla potenza di alcune migliaia di microwatt.

«Quando si telefona col cellulare all'orecchio giunge mille volte tanto» dice Wolfgang Maes, che da anni misura l'elettrosmog per la rivista «Öko-Test». «Con questa intensità bisogna calcolare un raggio di 100 metri attorno a un'antenna trasmittente e di qualche metro attorno a qualcuno che sta telefonando col cellulare».

Il professor Salford definisce i cellulari «il più grande esperimento biologico di tutti i tempi effettuato sull'uomo».

Non è il solo: Werner Mäntele, biofisico presso l'Università Goethe di Francoforte, parla di «milioni di cavie», che dovranno pagare la loro fattura forse solo fra qualche anno.

Anche Sonja Bietenhard di Forum Mobil ammette che le indicazioni sui danni alla salute sarebbero chiarite in modo insufficiente. «Sono necessarie ulteriori ricerche».

Intanto, chi ha un cellulare o un telefono fisso senza fili continua a chiaccherare allegramente. Non esistono ancora statistiche affidabili sul cancro a- cervello, perché la tecnica è ancora giovane.

Il professor Lennart Hardell del Centro medico di Örebro in Svezia elenca già oggi dei possibili legami. Ha esaminato oltre 1600 pazienti di tumore al cervello di un'età compresa tra i 20 e gli 80 anni.

Lo studio pubblicato l'anno scorso dimostra che i tumori appaiono prevalentemente sul lato al quale i pazienti accostavano il cellulare. Hardell sconsiglia di lasciar telefonare i bambini col cellulare.

«In un bambino di 5 anni le microonde attraversano quasi tutto il cervello. A 10 anni ne attraversano ancora la metà».

L'industria dei cellulari ha letteralmente travolto i consumatori e la scienza con la tecnica.

«Siamo in ritardo, e ci mancano soldi per finanziare ricerche» ammette Mirjana Moser, esperta di radiazioni presso l'Ufficio federale della sanità (Ufsp).

Le «lacune di conoscenza» sarebbero «ancora grandi», anche secondo la ricerca dell'Istituto di medicina sociale e preventiva dell'Università di Basilea. L'istituto stesso non ha fatto esami scientifici, ma valutato gli studi esistenti. Risultato: usando spesso il cellulare sarebbe «possibile» un aumento del rischio di cancro al cervello.

Non ci sarebbero però nuovi rilevamenti sicuri degli effetti sulla salute.

«Cessato allarme! La paura delle antenne trasmittenti non è scientificamente motivabile!» sono le conseguenze tratte da Forum Mobil.


Invasi dalle antenne

L'industria dei telefoni mobili spinge l'allargamento delle reti. Nei prossimi anni installerà la rete Umts che permette la trasmissione di immagini. Per far ciò serviranno migliaia di nuove antenne trasmittenti, con il beneplacito delle autorità.

«Un medicinale che creasse gli stessi dubbi non sarebbe mai ammesso» annunciava già nel marzo 2001 la direzione generale scientifica del parlamento europeo.

I medici degli ospedali svizzeri sono prudenti e per lo meno non escludono che le microonde a pulsazione dei cellulari facciano crescere i tumori. Alcuni consigliano perciò l'uso di un auricolare, che però non allontana l'elettrosmog.

Anzi: come ha dimostrato uno studio di «Öko-Test», grazie all'auricolare inserito nell'orecchio, i raggi penetrano ancora più direttamente nel cervello.


Fonte: das Gehirn unter Dauerbeschuss (Thomas Grether, Pulstipp 6/2003).




Consigli:

In auto maggiori radiazioni

- Chiamate col cellulare solo se veramente indispensabile e non è possibile fare altrimenti.

- Non permettete ai bambini di telefonare con il cellulare o con il telefono fisso senza filo. I raggi penetrano più in profondità nel cervello dei bambini che in quello degli adulti.

- Comunicate tramite sms.

- Non chiamate dall'automobile. La carrozzeria isola e il cellulare deve trasmettere a piena potenza; l'irradiazione è alta. Un'antenna esterna riduce l'irradiazione.

- Gli auricolari non proteggono dall'elettrosmog: trasmettono i raggi lungo il filo, attraverso l'orecchio, direttamente al cervello.

- A casa non usate telefoni digitali senza filo. Le loro irradiazioni sono potenti come quelle dei telefonini. Usate i normali telefoni con cavo.

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