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Edizione: 1/2005 gennaio

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1/2005 gennaio | pagina 6

Il rischio corre su due ruote
Gli airbag per moto potrebbero dare una chance di sopravvivenza ai centauri

Per la sicurezza stradale dei motociclisti, alcuni produttori hanno messo in commercio giacche imbottite, veri e propri airbag per gli amanti delle due ruote. Sarebbe possibile anche installare questo dispositivo di protezione direttamente sulle moto, ma l'industria motociclistica non sembra volersene occupare.

Più di due terzi di tutti gli incidenti in moto sono causati da automobilisti che non vedono il veicolo a due ruote o sbagliano a stimarne la velocità. La maggior parte degli incidenti avviene all'interno delle località, agli incroci, e quando le automobili girano a sinistra. I motociclisti devono sempre fare i conti con i pericoli della strada, e le loro possibilità di sopravvivere sono continuamente messe a dura prova. Infatti, in circolazione ci sono sempre più mezzi di trasporto alti, come camion, fuoristrada o furgoni. All'impatto, il motociclista picchia, di solito la testa, con grande potenza contro la carrozzeria.

Questo significa che, nel breve momento dello scontro, subisce una compressione di una forza che può raggiungere 60 volte il suo peso corporeo. Nuca, colonna vertebrale e organi interni difficilmente sopportano una simile sollecitazione. Ma anche i passeggeri dell'automobile rischiano la vita poiché, per loro, il motociclista si trasforma in un proiettile. I crash-test della Winterthur assicurazioni lo dimostrano in modo impressionante.

«Un airbag sul serbatoio della moto sarebbe la salvezza» afferma Anton Brunner, ricercatore sinistri presso Winterthur. Al momento dell'impatto proietterebbe il motociclista verso l'alto, e quindi sopra l'automobile. Questo di certo non sarebbe piacevole, ma per tutte le persone coinvolte sarebbe meno pericoloso del contatto con la dura lamiera. Diversi produttori di motociclette stanno lavorando da qualche anno a questo airbag, ma nessuno è pronto a una produzione in serie. Gli argomenti addotti sono prevalentemente di tipo tecnico: il meccanismo di attivazione, si dice ad esempio, creerebbe difficoltà. Oppure, a causa delle differenti forme di serbatoio, per ogni moto si dovrebbe sviluppare un modello apposito.

«Già nel 1987 abbiamo sviluppato un semplice airbag per moto, usato con successo nei crash-test» afferma Anton Brunner, per il quale tali argomenti sono solo scuse. Questo modello si potrebbe migliorare molto facilmente, e sarebbe utilizzabile praticamente su qualsiasi moto. Secondo Brunner, l'industria motociclistica, semplicemente «non vuole» occuparsi della questione. I motivi dipenderebbero dalla "vecchia guardia", motociclisti che nel settore avrebbero purtroppo ancora molta voce in capitolo, e che boicotterebbero ogni tentativo di rendere le moto più sicure il più a lungo possibile. «Dal loro punto di vista, la sicurezza che va oltre il casco è tutta roba per rammolliti» accusa Brunner.


Abs snobbato

Un indizio di questo fatto è ad esempio la difficile introduzione dei sistemi di frenata antibloccaggio Abs. Sono trascorsi anni prima che alcuni produttori proponessero modelli con Abs, e alla lunga quasi nessuno li voleva acquistare. «Tra i "duri" sarebbe stato come ammettere di non padroneggiare la corretta tecnica di frenata» afferma Brunner. Di fatto, in una vera frenata d'emergenza senza Abs, quasi ogni motociclista cade a terra, non potendo così più evitare l'ostacolo.

Questo lo conferma anche l'ex corridore e direttore di corsi di frenata Jacques Cornu. È quindi confortante sapere che si sono fatti grandi passi avanti per quanto riguarda la sicurezza, e che la tecnica dell'airbag sia utile.

È da poco che alcuni produttori, tra loro anche la marca svizzera Ixs, offrono giacche da motociclista che in caso di caduta gonfiano in una frazione di secondo cuscini ad aria che proteggono parti delicate come la nuca, la schiena e le clavicole fino al 40% in più delle imbottiture protettive finora utilizzate.

La giacca con airbag non è comunque un oggetto stravenduto. Forse è a causa del suo prezzo. Infatti, i fr. 1'600.- da pagare per il suo acquisto sono quasi il doppio rispetto a quelli che si pagano normalmente, ma secondo Markus Egli di Ixs, in futuro questo cambierà. Il motivo principale per cui i motociclisti non spendono per la loro protezione è però anche in buona parte dovuto alla "vecchia guardia", tanto criticata da Anton Brunner. Ne fa evidentemente parte anche la redazione della rivista specializzata "Motosport" che, interrogata da K-Tipp e in perfetto stile "tipi duri", ritiene ampiamente inutili i morbidi cuscini ad aria.

Fonte: Ein verpönter Lebensretter (Markus Kellenberger, K-Tipp 13/2004).

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