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L'Inchiesta
Edizione: 3/2004 maggio

Nome: L'Inchiesta
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3/2004 maggio | pagina 3

Carnevale in pretura
Censurato un articolo sulla riparazione di un'automobile

La libertà di stampa è garantita dalla costituzione federale e dalla convenzione dei diritti dell'uomo. Alla pretura di Locarno sembrano però esserci alcune difficoltà ad afferrare concetti così complessi.

I funzionari giudiziari sono persone particolarmente intelligenti? È la domanda che si sono posti i giornalisti dell'Inchiesta leggendo il fax giunto in redazione poco prima di stampare il numero di marzo (vedi in alto nella versione cartacea).

Lunedì 23 febbraio 2004. Vacanze di carnevale. Alla pretura di Locarno l'avvocato Corrado Cavalli presenta una richiesta di «provvedimenti supercautelari» a «protezione della personalità» della carrozzeria Fratelli Monzeglio di Locarno. Obiettivo: proibire un articolo... sulla riparazione di un'auto (vedi sotto).

Quattro giorni prima L'Inchiesta aveva interpellato la carrozzeria sul caso di un lettore. L'azienda non era entrata nel merito. Una vicenda di ordinaria amministrazione.

Il pretore Francesco Bertini è assente. Ma per fortuna in ufficio c'è il segretario assessore Raffaele Previtali che quel giorno non ha preso libero per festeggiare il carnevale. Il solerte funzionario esamina le "prove" presentate dall'avvocato Cavalli (il fax con... le domande dell'Inchiesta).

L'urgenza è massima. Il giornale sta per andare in stampa. La riparazione di un'auto? Sull'Inchiesta? Santo cielo! Il caso è disperato. C'è un'unica soluzione. La censura.

«In nome della Repubblica e Cantone del Ticino» si legge nel decreto che Previtali fa immediatamente recapitare a L'Inchiesta. «È fatta proibizione (all'Inchiesta) di rendere di pubblico dominio la vicenda relativa alla riparazione da parte della Carrozzeria Fratelli Monzeglio del veicolo Range Rover di proprietà dei coniugi Beyeler-Barigazzi e di ogni fatto ad essa correlata».

Il carnevale impazza. Ma quello della pretura di Locarno non è uno scherzo. La redazione dell'Inchiesta è costretta a togliere l'articoletto. Manca un'ora alla stampa. Giusto il tempo per allungare l'altro articolo in quella pagina, ingrandire due tabelle e una foto, tanto per tappare il buco.

Diritti costituzionali? Libertà di stampa? Troppo difficile pensare a simili dettagli per il buon segretario assessore. Soprattutto in un lunedì di carnevale.

mc

Per tutta la durata del divieto, il nome della carrozzeria non può essere divulgato.




Questo articolo è stato censurato in seguito a un decreto supercautelare della pretura di Locarno

Battaglia tra avvocati per un'auto ammaccata

Quando hanno affidato alla carrozzeria la loro vettura accidentata, non avrebbero mai immaginato di finire davanti al giudice. Ecco la vicenda accaduta a due lettori dell'Inchiesta.

L'avevano pagata un occhio della testa la loro Range Rover nuova fiammante. Ma poche settimane dopo, nel maggio 2003, l'auto dei coniugi Daniel Beyeler e Nadia Barigazzi è urtata lateralmente da un'altra vettura che non ferma la sua corsa.

Portiera e fiancata ne escono mal ridotte. Per le riparazioni i due lettori dell'Inchiesta si rivolgono alla carrozzeria Fratelli Monzeglio di Locarno. Per non restare a piedi, i clienti ricevono la cosiddetta auto di cortesia, una Nissan.

In settembre i Beyeler-Barigazzi ricevono la fattura: oltre fr. 25 mila per la riparazione, più fr. 12 mila per il noleggio dell'auto di cortesia. Totale fr. 37 mila.

Prima di pagare, la loro assicurazione casco (Vaudoise) chiede una perizia all'Autoexpert Gaggetta di Contone. Obiettivo: verificare se i costi fatturati dalla carrozzeria per la riparazione sono giustificati oppure no.

Nel suo rapporto il perito definisce la somma «esagerata» e stima che per aggiustare il veicolo sarebbero bastati fr. 18 mila più iva.

D'accordo con l'assicurazione, i clienti si rifiutano di pagare. La carrozzeria quindi non riconsegna loro l'auto.

La moglie, a cui è intestato il veicolo, si rivolge all'avvocato Willy Pedrioli di Ascona, il quale inoltra un'azione possessoria presso la pretura di Locarno. Il pretore Francesco Bertini ordina alla carrozzeria di riconsegnare la vettura alla cliente. Mentre la donna deve versare una cauzione di 40 mila franchi su un libretto depositato in pretura a garanzia delle pretese della carrozzeria. Ai fr. 37 mila il pretore aggiunge gli interessi del 5% per un anno e mezzo, ovvero la durata presumibile della causa di merito. Il litigio sulla fattura è tuttora in corso presso la pretura di Lugano, dove risiede la cliente.

Una volta ottenuta l'auto riparata, i Beyeler-Barigazzi la fanno esaminare dal Touring club svizzero (Tcs) e dalla Emil Frey Autocenter di Safenwil. Nel suo rapporto tecnico questa scrive che per sistemare il veicolo sono necessari altri fr. 13'600.- in quanto vi sono difetti «riconducibili a un danno di carrozzeria e alla sua riparazione». Il rapporto viene confermato «integralmente» dal consulente tecnico del Tcs di Rivera che constata «tutta una serie di manchevolezze e imperfezioni nell'esecuzione degli interventi di ripristino».

La carrozzeria ha preferito non rispondere alle domande dell'Inchiesta. «È in corso una procedura giudiziaria» afferma il giurista Mario Bazzi dello studio legale Corrado Cavalli che difende la ditta. «È quindi prematuro prendere posizione su questa vertenza. La versione dei fatti dei signori Beyeler-Barigazzi è in parte falsa e in parte distorta. Vi diffidiamo pertanto dal pubblicare qualunque articolo sul caso, riservandoci di chiedervi un risarcimento danni».

Copyright © L'Inchiesta, 3/2004, maggio - pagina 3

Il testo è stato aggiornato nell'aprile 2007, in seguito alla sentenza 11.2004.37 del Tribunale d'appello che ha posto fine alla causa civile. Il nome della carrozzeria può essere pubblicato ed è quindi stato inserito nel testo. Si veda anche l'articolo "Giornalisti: far domande può costar caro" apparso su L'Inchiesta di maggio 2007.

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