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L'Inchiesta
Edizione: 6/2007 novembre

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6/2007 novembre | pagina 13

Auto verdi ma non troppo
Molte automobili inquinano di più di quanto promette la pubblicità

La pubblicità promette auto rispettose dell'ambiente. In realtà, molte inquinano troppo.

I produttori di automobili pubblicizzano sempre più le qualità ecologiche delle loro vetture. Tacendo però i dettagli negativi. Ecco tre esempi:

- Opel Svizzera: azione di scambio senza utilità ambientale.

Secondo Opel, conviene passare a veicoli più poveri di sostanze pericolose. Per questo motivo, la produttrice germanica offre un bonus Ecoflex ad ogni acquirente di un nuovo modello Opel a basso consumo e più ecologico.

Già prima, gli acquirenti di una nuova Opel godevano di un premio del commerciante per il loro vecchio veicolo. Ora, sempre che passino a un modello Opel più ecologico, ricevono «da 500.- a 2'500.- fr. in più», come dice Christoph Bleile, portavoce di Opel Svizzera.

Che l'azione di passaggio Opel sia davvero "rispettosa dell'ambiente", come sostiene la pubblicità su sfondo verde dell'industria automobilistica, è però da dimostrare. Lo è infatti solo in teoria: la nuova Opel Astra 1.3 Cdti (emissione Co2: 130 g/km) emette, ad esempio, un terzo di Co2 in meno rispetto a un modello di dieci anni. «Il fattore decisivo è, però, se il vecchio modello ad alto inquinamento esce dalla circolazione ed è rottamato», dice Kurt Egli, esperto di automobili dell'Associazione traffico e ambiente (Ata).

E qui casca l'asino, perché Opel Svizzera non è in grado di quantificare le auto scambiate che sono finite in rottamazione. «Ciò che vien fatto di quelle automobili lo decide il commerciante», dice Bleile.


- Smart: un campione che pecca.

La nuova pubblicità di Smart non manca di modestia: in bella vista sulla carrozzeria di una Smart, si legge lo striscione: “Co2-Champion”. Non è una bugia. Il modello diesel Smart Cdi 33 kw ha un'emissione di Co2 di 88 g/km, valore che la rende l'automobile con le minori emissioni sul mercato. Il testo pubblicitario lo sottolinea.

Ma ciò che la pubblicità non dice con altrettanta chiarezza è che i due modelli a benzina hanno emissioni di Co2 di 112 e 116 g/km, niente affatto da primi posti. Questi modelli a due posti presentano emissioni di Co2 simili a molti modelli da 4-5 posti della concorrenza.

E anche il Co2-Champion di Smart ha un tallone d'Achille ecologico. Il Cdi è infatti una centrifuga di polveri fini. Non ha filtro antiparticolato regolato, anche se utilitarie paragonabili, come ad esempio la Fiat Panda, ne sono già munite. L'integrazione di un filtro regolato avrebbe causato un aumento del prezzo di quasi fr. 1'000.-. Trattenendo così dall'acquisto diversi clienti.

Consiglio: meglio aspettare. Entro metà del 2008, Smart ha preannunciato un modello Cdi con filtro antiparticolato regolato integrato.


- Renault: promesse milionarie con effetto poco chiaro.

«Tutti parlano della protezione dell'ambiente. Renault agisce», sostiene la produttrice francese di automobili. Lo dimostrerebbe il marchio ambientale creato da Renault stessa, Eco2. «Questa nuova etichetta fa pensare a coscienza ambientale e sviluppo», dice Cyrill Studer, esperto di automobili di Greenpeace. «In verità, però, è veramente poco trasparente se Renault fa qualcosa per l'ambiente».

La pubblicità di Renault non dà informazioni chiare in quest'ambito, limitandosi a menzionare "tre severi criteri di protezione dell'ambiente", il cui significato è di difficile lettura per il profano.

Anche Renault Svizzera non è in grado di presentare le relative cifre. Coerentemente, Renault non fa certificare il suo marchio verde con test neutri.

Anche gli effetti ecologici della promessa di Renault, che il prossimo anno vuole vendere un milione di auto con emissioni di Co2 inferiori a 140 g/km, sono poco chiari. Anche se ci riuscisse, non necessariamente ciò sarebbe a favore dell'ambiente. Bisogna infatti vedere se i commercianti Renault non vendono contemporaneamente anche modelli più pesanti e inquinanti.

Esattamente come hanno fatto nel 2006, quando Renault ha venduto in Svizzera 15 mila auto nuove che, mediamente, presentavano emissioni di Co2 di 181 g/km, il 2,72% in più rispetto all'anno precedente.

«Per principio, i commercianti preferiscono vendere auto grandi rispetto alle piccole, perché così hanno anche più margine», afferma Egli, poco sorpreso. I risultati degli sforzi per la salvaguardia dell'ambiente di un'industria dipendono, secondo l'esperto Ata, dalla coerenza delle misure in tutta l'azienda.

Eric Breitinger
Michela Salvi

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