HomeDomandeNewsletterAbbonamentiArretratiLibriCarrelloContatto Accedi

Cerca gli articoli con queste parole:
Criteri
Posizione
Riviste
Periodo
Nessun oggetto nel carrello
L'Inchiesta
Edizione: 4/2011 luglio

Nome: L'Inchiesta
Nato il: 17 novembre 1999
Abbonamento: fr. 48.00 all'anno
Uscita: entro il 10 dei mesi dispari


Abbonati a L'Inchiesta
Acquista gli arretrati
Acquista i libri
L'inchiesta su iPad e iPhone

Torna indietro
4/2011 luglio | pagina 14

NODI AL PETTINE - Star bene... da morire!
Il tasso dei suicidi aumenta, è un dato sconcertante in grado di far scricchiolare le certezze sulla validità del sistema moderno. Un milione in tutto il mondo, in Svizzera ben 10 mila tentativi l'anno e prima causa di morte per i giovani. L'allibito tam-tam popolare ripete: «Cosa vogliono mai questi giovani? Hanno tutto!».

Tutto, tranne il tepore rassicurante di una famiglia (meglio ancora se include anche nonni, zii, cugini). Tutto, meno la certezza di un domani migliore. Tutto, ma non la consapevolezza di valere per sé e per gli altri. Tutto e niente.

Nuclei familiari traballanti o disgregati e mancanza di una rete sociale di supporto. Disorientamento. Sogni azzerati. Sollecitazione costante a essere ciò che non si è realmente. Senso di inadeguatezza. Obiettivi irraggiungibili e una continua corsa verso il vuoto, dove ognuno deve sapere tutto e meglio. Allontanamento dalla natura e alienazione.

Mancanza di appartenenza e la dolorosa sensazione di vivere un'esistenza priva di senso... Quelli che non ce la fanno, e non sono pochi!, schiattano. Gli esperti ci dicono che due sono i fattori per un cocktail esplosivo: l'isolamento unito all'incapacità di vedere una via d'uscita.

In un filmato molto toccante, intitolato "Sans moi - Ohne mich - Senza di me", il regista ticinese Danilo Catti documenta in modo crudo ma poetico il difficile percorso di sei ragazzi, monitorati durante 18 mesi e guariti dalle loro malsane aspirazioni suicide grazie al ricovero presso "Lits de crise", un servizio degli ospedali universitari di Ginevra.

Sorge inevitabile la domanda su cosa riservi invece il Ticino a chi è più fragile e mal sopporta gli urti della vita. Invito chiunque a visitare la Clinica psichiatrica cantonale di Mendrisio per farsene un'idea! L'impressionante mix umano di disperati (adolescenti depressi, casalinghe esaurite, disoccupati angosciati, anziani abbandonati) finisce tutto nello stesso calderone, parcheggiato e sedato con potenti psicofarmaci. Non meraviglia che, lungi dal risolvere i loro conflitti, costoro finiscano spesso per porre fine alla propria vita proprio durante il ricovero!

Chi tenta un suicidio non va considerato un folle, giacché pura follia è invece il nostro modus vivendi, questa "normalità" a cui siamo ormai un po' tutti costretti e abituati.

Elena Walder

Impressum Design by VirtusWeb