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Edizione: 6/2011 dicembre

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6/2011 dicembre | pagina 19

Un pasto per l’ambiente
Tutto quello che consumiamo ha un influsso sul clima

In tavola, la carne incide più dei prodotti vegetariani. Chi si preoccupa per l’ambiente dovrebbe quindi riflettere sulle proprie abitudini alimentari.

Dimmi cosa mangi e ti dirè quanto pesi sul bilancio ambientale. In Svizzera, si mangia carne nove volte a settimana. E l’ambiente non ne giova per niente. Infatti, un piatto di carne produce, in media, il triplo di anidride carbonica (CO2) di uno vegetariano. Quest’ultimo, dunque, pesa meno sull’impatto ambientale, dove l’alimentazione influisce per un terzo.

Ad esempio, una porzione di lasagne alle verdure produce 15 volte meno anidride carbonica rispetto a un brasato di manzo con patate al forno. Un risotto, la metà di una coscia di pollo con patatine fritte e zucchine. Ed è già qualcosa, non è necessario strafare.

Ma se in tutto il mondo si adottasse lo stile di vita svizzero, servirebbero 2,8 pianeti. Significa che stiamo usando più risorse di quante la Terra ce ne metta a disposizione. In altre parole, lo stiamo sfruttando oltremisura.

Se, ad esempio, si riducesse il consumo di carne a non più di tre volte a settimana, l’impatto dell’alimentazione sull’impronta ecologica di ogni persona in Svizzera scenderebbe al 20%.

Non solo. Acquistare prodotti locali e di stagione giova al bilancio energetico. Evitate dunque di comperare, per dirne due, asparagi e cetrioli in gennaio o febbraio. In novembre e dicembre preferite, ad esempio, frutti autunnali o invernali, come castagne e cachi, possibilmente prodotti in Svizzera.


Consigli

- Quasi un terzo dei cibi che acquistiamo finisce nella spazzatura: comprate solo ciò che vi serve e riutilizzate i resti.

- Gli ortaggi coltivati in pieno campo hanno un impatto sul clima nove volte inferiore rispetto alla produzione in serra o in idrocultura.

- Acquistando verdura biologica date forza a un’agricoltura naturale e un uso del terreno sostenibile sul lungo periodo.

Arianna Bersani

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