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Edizione: 4/2013 agosto

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4/2013 agosto | pagina 24

L'asma si tiene a bada così
Con i farmaci giusti, anche i pazienti più gravi riescono a respirare di nuovo bene

Agli asmatici manca il respiro e devono usare determinati farmaci. Ma solo a pochi pazienti serve il cortisone.

Appena faceva qualche passo di corsa, le mancava il respiro. «Da bambina mi sono spesso sentita dire che sono pigra», racconta Marina. «Quando a scuola, ad esempio, giocavamo a unihockey, le compagne di squadra mi mettevano sempre in porta perché non potevo correre».
Oltretutto era spesso ammalata: per quasi tutto l'anno aveva la tosse, spesso anche la bronchite. Ma a nessuno è venuta l'idea che si potesse trattare di asma.

La situazione è cambiata solo tre anni fa. «In una calda notte d'estate mi sono svegliata e non riuscivo quasi più a respirare», dice la giovane donna, oggi 28enne. Solo ora un medico le ha fatto la diagnosi corretta: asma.

Il dottore le ha prescritto alcuni farmaci, tra cui quello d'emergenza Ventolin. Quando lo inala, dopo pochi minuti le si allargano i bronchi.

Marina lo usa solo raramente, ad esempio quando ha una giornata stressante e si deve anche sforzare fisicamente: «In quei casi mi accorgo di come i bronchi si restringono». Una breve aspirazione dall'inalatore e la respirazione si fa nuovamente più facile. La cosa più importante di questo farmaco sarebbe la sicurezza che dà: «Quando ce l'ho con me non devo avere paura di restare senza fiato».

Le inalazioni vanno bene per tutti i pazienti
Un farmaco come questo, che scioglie velocemente gli spasmi, è prescritto a tutti i pazienti asmatici. Alcuni non hanno bisogno di altro, dice Max Kuhn, pneumologo primario all'Ospedale cantonale dei Grigioni: «Chi fa il percorso vita una volta a settimana e poi ha problemi respiratori, con un farmaco di questo genere è a posto».

Ma in caso di asma media e grave i bronchi sono spesso infiammati. E in questo caso i farmaci che alleviano gli spasmi non servono perché combattono solo i sintomi. Usando solo questo genere di medicinali, l'asma in breve tempo peggiorerebbe.

Per questo motivo, parallelamente, i pazienti devono inalare cortisone, che combatte l'infiammazione. Secondo gli esperti, chi inala cortisone non rischia i temuti effetti collaterali quali l'osteoporosi o un accumulo di acqua nei tessuti.

«La dose inalata è piccola e fa effetto solo nei bronchi e nei polmoni. I danni fisici sono possibili solo quando si assume il cortisone per via orale o tramite iniezione», spiega Jürg Barandun, pneumologo e cofondatore del centro di pneumologia Hirslanden di Zurigo. Ma i pazienti asmatici che hanno bisogno del cortisone sono comunque pochi.

Se non è curata subito può diventare cronica
Siccome la malattia di Marina non è stata curata per tanti anni, ha finito per diventare cronica. «I miei polmoni funzionano solo ancora circa la metà rispetto a quelli di una mia coetanea sana», si rammarica. Per questo motivo, due volte al giorno deve inalare anche il farmaco Seretide. In modo simile a quello d'emergenza, questo allevia gli spasmi dei bronchi, ma il suo effetto dura più a lungo, da dieci a dodici ore. Inoltre, contiene cortisone.

Anche Ivan prende un simile farmaco combinato, per la precisione il Symbicort. «Due anni fa ero spesso ammalato e ho avuto varie polmoniti», dice il 36enne. Già salendo le scale gli veniva subito il fiatone.

Con Symbicort è però riuscito a tenere sotto controllo i suoi disturbi. Il farmaco agisce tanto bene, che Ivan oggi non deve più assumerlo continuamente. «Lo inalo per qualche giorno solo quando i disturbi diventano molto forti».

Christian Egg, Gesundheitstipp
Silvia Mossi

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