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Edizione: 4/2013 agosto

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4/2013 agosto | pagina 3

Il lato oscuro del ginkgo
I preparati a base della pianta asiatica sono sospettati di essere cancerogeni

I produttori dicono che l'estratto delle foglie di ginkgo rende il cervello più performante. Ma da un recente studio emerge che questo rimedio può essere anche nocivo per la salute.

Disturbi tipici dell'età, come smemoratezza, difficoltà di concentrazione e vertigini, possono essere efficacemente combattuti con il ginkgo biloba, come affermano i produttori.

Secondo loro, le sostanze contenute nelle foglie di questa pianta asiatica hanno un effetto benefico sul cervello degli anziani. Ma per la rivista medica tedesca Arznei-Telegramm, questa affermazione non è suffragata da alcuna prova scientifica.

Peggio ancora. Da un recente studio delle autorità sanitarie statunitensi, emerge che i preparati a base di ginkgo biloba sono sospettati di essere cancerogeni: i roditori su cui i ricercatori hanno testato l'estratto hanno sviluppato tumori alla tiroide e al fegato.

Anche altri studi condotti in passato hanno dimostrato come i preparati a base di questa pianta non agiscano meglio di un placebo. Non sono di alcuna utilità contro i sintomi della demenza e non migliorano nemmeno le prestazioni del cervello.

Neppure il medico zurighese Thomas Walser ritiene che simili prodotti siano l'ideale per prevenire o curare una demenza. Lo studio americano va preso sul serio, avverte Walser. Soprattutto perché non è tuttora chiaro come agisca esattamente il ginkgo.

L'azione preventiva non è ancora dimostrata
Fino a oggi mancano le prove scientifiche dell'effetto preventivo della demenza. Per questo motivo, Arznei-Telegramm sconsiglia l'assunzione di pastiglie di ginkgo biloba.

La ditta Schwabe Pharma di Küssnacht (Svitto) difende il suo prodotto venduto in Svizzera, il Tebofortin. Per lo studio americano, i ricercatori avrebbero usato quantità maggiori di quelle ingerite abitualmente dalle persone. Inoltre, i test non sono stati effettuati con un estratto della Schwabe. Il Tebofortin è stato omologato da Swissmedic e ha soddisfatto i criteri di efficacia, sicurezza e qualità.

Brigitte Jeckelmann, Gesundheitstipp
Monica Gambetta

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