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Scelgo io
Edizione: 4/2013 agosto

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4/2013 agosto | pagina 29

Sono incinta: mi licenziano?
«Sono incinta e sto lavorando. Ora l’azienda chiude e mi vogliono licenziare. Possono farlo?».

No. Le donne incinte sono protette dal licenziamento fino alla 16esima settimana dopo la nascita del bimbo.

Non è rilevante se l’azienda chiude e licenzia anche tutti gli altri collaboratori. Il datore di lavoro dovrà quindi continuare a pagarle il salario anche se a causa della chiusura non può nemmeno offrirle un lavoro.


Complementare: e il questionario della salute?

«Vorrei stipulare un'assicurazione per la medicina naturale. Nonostante abbia un'altra complementare nella stessa cassa, mi è stato chiesto di compilare un nuovo questionario sulla salute. È corretto?».

Sì. La cassa malati può rifiutare l'ammissione nella nuova assicurazione complementare anche senza addurre motivazioni, oppure può accettare l'adesione con riserve.


L'autopsia senza il consenso dei parenti?

«Un mio conoscente è stato trovato morto nella sua casa. In passato ha avuto problemi con la giustizia a causa della droga. Le autorità hanno ordinato un'autopsia. Possono farlo senza l'autorizzazione dei parenti?».

Sì, in questo caso è permesso.

Per principio, ogni parente ha diritto di decidere sulle sorti del defunto. Ciononostante, in determinati casi, le autorità possono ordinare un'autopsia: ad esempio, se i medici sospettano che il morto avesse una malattia grave e contagiosa oppure se non è chiaro se sia stato vittima di un crimine.

Nel caso del suo conoscente, probabilmente non si può escludere quest'ultima ipotesi.

Se l'autopsia è stata disposta dalle autorità, i parenti possono chiedere visione del relativo rapporto.


ll testamento biologico va scritto a mano?

«Per le disposizioni del paziente valgono le stesse regole del testamento? Devo quindi scriverle a mano?».

No. Le disposizioni dei pazienti non devono essere scritte a mano, si possono scrivere anche al computer.

Il documento dev'essere però datato e firmato a mano.


Sono naturopata: devo informare la cassa?

«Lavoro quale naturopata. Le casse malati chiedono spesso informazioni dettagliate sui motivi del trattamento. Sono obbligata a dare queste informazioni?».

Sì. In qualità di naturopata, lei non ha a che fare con l'assicurazione di base, bensì con le assicurazioni complementari.

Per queste, le regole sono quelle concordate contrattualmente tra assicuratore e assicurato. Nelle clausole a piccoli caratteri, gli assicurati concedono alla cassa il diritto di raccogliere informazioni da ospedali, medici o terapisti.


Il tatuaggio è sbagliato: cosa posso fare?

«Il tatuaggio che mi è stato fatto è molto diverso da quello dato come modello al tatuatore. Posso adire alle vie legali?».

Innanzitutto, in un caso del genere non è dovuto alcun onorario al tatuatore. In secondo luogo, può pretendere da lui il rimborso delle spese per la rimozione del tatuaggio ed eventualmente un risarcimento per torto morale.

Se non si può rimuovere il tatuaggio, può denunciarlo alla polizia per lesioni.

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